Psicologia

DELLO SPORT

Cerco di non separare i saperi, ma li faccio dialogare:
la clinica con lo sport, il corpo con la mente, l’individuo con il contesto.

Allenare l’atleta, sostenere la persona.

Tra il dire e il fare… il mio mare.

La mia passione per la psicologia dello sport nasce dall’incontro tra mondi che, per me, non sono mai stati separati: la mente e il corpo, la riflessione e l’azione, l’ascolto e il movimento.

Ho navigato a lungo, anche in solitaria, attraversando l’Oceano a vela. In mare ho imparato cosa significa confrontarsi con i propri limiti, decidere sotto pressione, restare lucidi quando tutto sembra muoversi. È lì che ho scoperto quanto le competenze mentali siano cruciali, nello sport come nella vita.

La vela mi ha insegnato a osservare senza giudicare, a stare nel presente, a leggere i segnali interni ed esterni.

Da psicologa e preparatrice mentale, porto questo sguardo anche negli spazi di lavoro con atleti, allenatori, squadre e professionisti del movimento. Il mio approccio integra la psicologia clinica, la preparazione mentale, l’esperienza del corpo e la dimensione relazionale, in un dialogo costante tra individuo e contesto.

Credo nella psicologia come pratica concreta, radicata nella realtà, e nella contaminazione tra saperi come risorsa potente per il cambiamento.

È questo intreccio tra mare, sport, mente e relazioni, che dà senso e forma al mio lavoro ogni giorno.

Lavoro in studio, online e in contesti esperienziali, anche con gruppi, atleti, team e organizzazioni. Conduco progetti multidisciplinari, in cui collaboro con professionisti esterni – artisti, fotografi, sportivi – per offrire percorsi di crescita che vadano oltre il modello convenzionale.

La scia di Penelope

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