Psicologia
DELLO SPORT
Cerco di non separare i saperi, ma li faccio dialogare:
la clinica con lo sport, il corpo con la mente, l’individuo con il contesto.
Allenare l’atleta, sostenere la persona.
- INTERVENTI DI PSICOLOGIA DELLO SPORT E MENTAL COACHING
- COUNSELING NUTRIZIONALE E DELL’ATTIVITA’ MOTORIA
- EMPOWERMENT SPORTIVO
- CONSULENZA E PROGETTAZIONI IMPRESE SPORTIVE
- AVVIO ALL’ATTIVITA’ SPORTIVA IN ETA’ ADULTA
Tra il dire e il fare… il mio mare.
La mia passione per la psicologia dello sport nasce dall’incontro tra mondi che, per me, non sono mai stati separati: la mente e il corpo, la riflessione e l’azione, l’ascolto e il movimento.
Ho navigato a lungo, anche in solitaria, attraversando l’Oceano a vela. In mare ho imparato cosa significa confrontarsi con i propri limiti, decidere sotto pressione, restare lucidi quando tutto sembra muoversi. È lì che ho scoperto quanto le competenze mentali siano cruciali, nello sport come nella vita.
La vela mi ha insegnato a osservare senza giudicare, a stare nel presente, a leggere i segnali interni ed esterni.
Da psicologa e preparatrice mentale, porto questo sguardo anche negli spazi di lavoro con atleti, allenatori, squadre e professionisti del movimento. Il mio approccio integra la psicologia clinica, la preparazione mentale, l’esperienza del corpo e la dimensione relazionale, in un dialogo costante tra individuo e contesto.
Credo nella psicologia come pratica concreta, radicata nella realtà, e nella contaminazione tra saperi come risorsa potente per il cambiamento.
È questo intreccio tra mare, sport, mente e relazioni, che dà senso e forma al mio lavoro ogni giorno.
Lavoro in studio, online e in contesti esperienziali, anche con gruppi, atleti, team e organizzazioni. Conduco progetti multidisciplinari, in cui collaboro con professionisti esterni – artisti, fotografi, sportivi – per offrire percorsi di crescita che vadano oltre il modello convenzionale.
La scia di Penelope

Nel 2011 ho partecipato alla Transat 650, una regata di 4200 miglia in solitaria con partenza dalla Francia e arrivo in Brasile, su barche a vela di 6 metri e mezzo. In questa competizione ogni contatto (telefoni, internet) è vietato. Una grande avventura umana e sportiva.